Ogni imprenditore, prima o poi, si rende conto che tutte le capacità che gli hanno consentito di raggiungere i propri risultati, non sono più sufficienti per crescere e raggiungere il livello successivo, garantendosi la necessaria continuità. Il mondo cambia e con esso le competenze e le abilità richieste. Come dice Marshall Goldsmith: “What Got You Here Won’t Get You There” (letteralmente, quel che ti ha condotto qui non ti porterà là); con questo intendendo che le competenze e le esperienze che hanno permesso ad un imprenditore, o a un manager, di raggiungere la posizione a cui è arrivato non sono più sufficienti per traghettarlo al punto successivo.

Quando un’azienda cresce, non è più solo la vendita a condizionare il successo, ma una serie di competenze articolate, che vanno dalla capacità di sviluppo delle persone e dei team alla gestione finanziaria, dalla gestione e monitoraggio dei flussi di cassa alla capacità di progettare un nuovo modello di business. In questi casi, è necessario trovare un aiuto qualificato, ma spesso mancano le risorse per permettersi di assumere un dirigente a tempo pieno. C’è poi la soluzione della consulenza, ma anche questa può risultare dispendiosa, soprattutto se si pensa che il know how raramente rimane in azienda, ma se ne va con il consulente.

È qui che il Business Coaching può contribuire in modo significativo ad aiutare questo tipo di PMI a continuare il loro percorso strategico.

Cos’è il Business Coaching?

Il Business Coaching è un processo durante il quale un Business Coach fornisce guida e supporto a imprenditori e manager, con l’obiettivo di migliorare le loro performance. Li aiuta anche a rafforzare le loro capacità manageriali complessive, come lo sviluppo delle persone e del team e l’efficienza del modello operativo.

Oltre alla propria competenza ed esperienza, il Business Coach porta con sé una metodologia che aiuta l’imprenditore e il management della PMI a trasformarsi e a crescere durante il processo di coaching.

So perfettamente che molti programmi di Business Coaching sono una perdita di tempo, in quanto eccessivamente focalizzati sul mindset, la motivazione e le emozioni, e non sulla ricerca della capacità autonoma del coachee di elaborare ed implementare strategie e azioni che facciano effettivamente crescere l’azienda.

La stragrande maggioranza dei programmi di Business Coaching si incentra sulla motivazione emotiva dell’imprenditore o del manager, discettando su come si senta o cosa senta o, peggio, su come dovrebbe sentirsi. Ma, chi sta cercando di riannodare i propri pensieri secondo una logica razionale, l’obiettivo è riconquistare la propria sicurezza metodologica, per affrontare temi come lo sviluppo, il marketing, la vendita di prodotti e servizi, i profitti, l’organizzazione, ecc. Molti coach (troppi) scelgono un percorso che, indebitamente, lambisce le aree di competenza della psicologia, spacciandosi come supporto (non richiesto) per imprenditori e manager alla ricerca di qualcuno che finalmente capisca la solitudine del loro successo.

Nessuno nega l’importanza di terapisti e psicologi, ma non è questo il senso del Business Coaching. Si tratta, invece, di aiutare imprenditori e manager a scoprire in se stessi quelle risorse utili a concepire ed implementare soluzioni innovative, nuovi sistemi e processi, nuove tipologie di relazione con il personale, ecc., che solo un partner di pensiero esperto e preparato può aiutare a sviluppare. Capisco che, talvolta, la confusione con la consulenza possa ingenerare equivoci, quindi è bene dare qualche spiegazione.

Differenza tra coaching e consulenza

Un Business Coach sa:

  1. Sfruttare i punti di forza di un imprenditore o di un manager e far emergere il loro potenziale;
  2. Sostenerli nello sviluppo della loro visione e dell’indirizzo che intendono dare all’azienda;
  3. Aiutarli a superare le loro convinzioni limitanti e le loro paure, quando lavorano su nuove idee;
  4. Aiutarli ad esplorare opzioni e soluzioni quando si trovano di fronte a problemi relativi alla loro attività;
  5. Fornire supporto, responsabilizzandoli, nell’esecuzione del loro piano d’azione (action plan).

Un consulente sa:

  1. Affrontare temi che richiedano profonde competenze specialistiche;
  2. Condividere competenze che in azienda non sono conosciute;
  3. Valutare e analizzare i dati aziendali per risolvere problemi di business.

In tutto questo discorso, dove si inseriscono le PMI?

La sfida per tutte le PMI è la mancanza di risorse e di competenze per navigare attraverso l’inevitabile processo di trasformazione. Anche quando si sia identificata la miglior soluzione, raramente si riesce a creare la catena implementativa che coinvolga, motivandola, l’intera organizzazione.  Il coach porta “a bordo” una combinazione di chiarezza, responsabilità e supporto, che pervade l’intero gruppo di lavoro, offrendo una soluzione metodologica, ovvero un riferimento concreto cui tutti possano guardare per centrarsi rispetto alle proprie responsabilità. Ovviamente, questo discorso è particolarmente valido per i vertici aziendali e i loro team. L’imprenditorialità, per quanto gratificante, comporta l’inevitabile stress di prendere tutte le decisioni critiche da solo.

Un Business Coach, come abbiamo detto, non supporta l’imprenditore e il manager sulle conseguenze emotive che questo comporta, ma su quali metodologie siano più efficaci per uscire dalla propria area di confort e iniziare ad esplorare i territori incolti del proprio potenziale.

Foto di The Coach Space da Pexels
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