Oltre 558mila imprese dell’industria e dei servizi hanno investito in competenze green nel 2020, ovvero il 39% delle aziende ha richiesto ad almeno la metà dei profili ricercati il possesso di attitudine al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale.

Una buona notizia, evidenziata da Unioncamere in occasione della Giornata mondiale della Terra, considerando che le imprese che investono in competenze green continuano, anche nel periodo di crisi sanitaria ed economica, ad attivare oltre il 70% del totale dei contratti.

Il dato è contenuto nell’ultima edizione del volume “Le competenze green” della collana di pubblicazioni del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e ANPAL.

Le competenze green sempre più necessarie

L’attitudine al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale continua a ricoprire un ruolo molto importante nelle richieste delle imprese: per circa 2,6 milioni di ingressi, il 79,3% delle entrate programmate dalle imprese, la competenza green è ritenuta necessaria per svolgere la professione, e per il 38,3% del totale, pari a 1,2 milioni di entrate, il grado di importanza di questa competenza è considerato elevato.

Tra le professioni per le quali la richiesta con importanza elevata di competenze green raggiunge percentuali importanti si incontrano gli ingegneri civili (competenza elevata richiesta per il 68,7% delle assunzioni), gli ingegneri elettronici e in telecomunicazioni (63,4%), i tecnici della gestione di cantieri edili (62,7%), i tecnici della sicurezza sul lavoro (54,5%) e gli ingegneri energetici e meccanici (52,8%). Data la trasversalità della skill, si evidenziano valori elevati anche in figure meno specializzate, come gli idraulici e posatori di tubazioni idrauliche e di gas (60,6%) e i cuochi in alberghi e ristoranti (54,6%).

La domanda di competenze legate alla ecosostenibilità risulta maggiore per le entrate per le quali si ricercano livelli di istruzione più elevati. Le competenze green vengono richieste all’84% dei laureati e all’83,5% di chi è in possesso di un diploma di istruzione tecnica superiore. Anche per chi detiene una qualifica e/o un diploma professionale o un titolo di studio di livello secondario l’attitudine al risparmio energetico e sensibilità ambientale è un requisito importante per svolgere l’attività in azienda, richiesto rispettivamente al 78,6% e al 78,4% delle entrate del livello di istruzione.

Esaminando i principali settori, si distinguono, per la rilevanza dei profili per cui sono necessarie le competenze green sul totale dei contratti programmati, comparti particolarmente sensibili alla doppia transizione – ecologica e tecnologica – che potranno beneficiare delle politiche espansive nazionali ed europee. In particolare, nel settore delle costruzioni sono richieste competenze green a circa l’82% delle entrate, nella meccatronica all’82,7%, nel turismo e la ristorazione all’83,8% e nei servizi avanzati di supporto alle imprese all’84,8% degli ingressi.

I Green Jobs attivati dalla Green Economy

In parallelo è possibile analizzare la domanda per Green Jobs, che comprendono sia professioni specifiche richieste per soddisfare i nuovi bisogni della Green Economy, sia lavori esistenti caratterizzati da un reskilling in chiave green, sia figure che supportano le attività verdi ma non implicano compiti strettamente green.

Le imprese hanno programmato nel 2020 oltre 1,1 milioni di contratti per Green Jobs, che rappresentano il 35,7% delle entrate, quota che risulta in aumento di un punto percentuale rispetto al 34,7% del 2019. Quindi, nonostante la diffusa contrazione delle assunzioni nel 2020 causata dalla crisi pandemica, l’interesse delle imprese per le professioni “verdi” non è diminuito.

I risultati del Sistema Informativo Excelsior mettono in evidenza che i Green Jobs sono caratterizzati da una richiesta più intensa – rispetto alle altre professioni – di problem solving, competenze digitali, capacità matematiche e informatiche e capacità di gestire soluzioni innovative.

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