Gli avvenimenti della storia recente non solo hanno rivoluzionato economia e abitudini, ma hanno anche coinvolto aziende e lavoratori in un percorso di cambiamento e adattamento, che ha inevitabilmente coinvolto anche i professionisti HR, portandoli a sviluppare e gestire nuove modalità di ricerca e selezione.

Ciò che si è reso realmente indispensabile negli ultimi due anni, complice l’estensione del lavoro agile e la necessità di limitare i contatti, è stato l’utilizzo delle tecnologie come supporto indispensabile alla professionalità HR. Un trend già evidenziato a fine 2020 dal 34,5% degli HR intervistati da InfoJobs, in occasione dellIndagine Trend HR 2021*.

L’Indagine InfoJobs Ricerca e Selezione ai tempi di Covid-19** che InfoJobs – piattaforma leader in Italia per la ricerca di lavoro online – presenta oggi, parte da qui per puntare la lente d’ingrandimento su comportamenti, azioni e modalità propri del percorso di ricerca e selezione, indagando i cambiamenti di questa parte fondamentale del lavoro degli HR.

Osservando i dati emerge un forte accordo, pari al 69% degli HR experts, sul cambiamento più impattante: ricerca e selezione del personale hanno cambiato soprattutto la modalità e gli strumenti, con una notevole integrazione delle tecnologie digitali.

Infatti, tali modalità sono cambiate proprio a favore di una maggiore digitalizzazione nei momenti del colloquio, sia per chi ha dovuto inserire i colloqui virtuali per la prima volta (46%) sia per chi li utilizzava già prima ma li ha comunque potenziati (46,8%).

Ma quali sono i vantaggi e gli svantaggi di un colloquio in versione virtuale? Ecco cosa ne pensano gli HR.

I VANTAGGI DEL COLLOQUIO VIRTUALE

  1. Flessibilità e possibilità di aumentare il bacino di potenziali candidati (84,5%): con il digitale le barriere spazio-temporali tendono a cadere e così è possibile organizzare con agio una fitta agenda di colloqui con i candidati, che non si trovano necessariamente nel luogo dell’azienda o del selezionatore. Questo permette di allargare il bacino di utenti, selezionando anche profili provenienti da altre provincie o addirittura dall’estero, se la tipologia di lavoro prevede una buona percentuale di lavoro da remoto.
  2. Maggiori occasioni di ascolto (44,8%): grazie al digitale è possibile incrementare la possibilità di “risentire” o “rivedere” il candidato, prima di passare alla fase successiva. Particolari da esplorare maggiormente o punti di domanda emersi da un colloquio precedente, possono così essere risolti con maggiore semplicità. Così come la possibilità di far incontrare il candidato a diverse figure aziendali, con una gestione più semplice dell’agenda e più condivisa della selezione.
  3. Selezionare smart, in smart (41,4%): anche il selezionatore può lavorare in modo agile e grazie al digitale, basta accendere il pc per svolgere anche quelle attività che in precedenza si consideravano impossibili se non in presenza.

GLI SVANTAGGI DEL COLLOQUIO VIRTUALE

  1. L’intangibile valore della conoscenza di persona (66%): il digitale agevola i passaggi, li snellisce e li accelera e questo dà il tempo per una nuova valorizzazione della presenza, indispensabile per capire gli “intangibles”.
  2. Scarsa possibilità di cogliere dettagli su capacità relazionali e di standing (62,6%): di solito è più frequente mantenere un atteggiamento composto davanti a un pc, ma questo limita per gli HR la possibilità di catturare l’analisi della prossemica e del modo di proporsi di un candidato, cosa che invece è facile da verificare in presenza.
  3. La maggiore freddezza, lo schermo è una barriera (35,7%): il filtro dello schermo può creare un senso di maggiore distacco, che si traduce in una percezione poco disinvolta del candidato, ma anche in uno sforzo dell’HR per esercitare l’empatia.

Dal colloquio derivano gli altri step di selezione, approfondimenti su determinate skills emerse nella prima fase di selezione, discussioni su contratti e compensi nelle fasi finali. Nel nuovo scenario in bilico tra virtuale e presenza, si riorganizzano così tutti passaggi affrontati dagli HR. Ad esempio, alcuni utilizzano i colloqui virtuali solo nella prima fase di selezione, ma poi si preferisce incontrarsi di persona (31,8%), mentre il 20,6% gestisce totalmente in digitale la selezione essendo in smart working, metodologia adottata anche per i neoassunti, e sceglie di incontrare il solo candidato prescelto per la firma del contratto. Infine, il 23,4% decide di optare per una selezione online e di incontrare solo la rosa di candidati finalisti, rimandando all’incontro di persona solo la decisione finale e la discussione dei dettagli contrattualiSpesso, inoltre, la scelta fra colloquio in presenza o virtuale dipende dalla figura cercata, ad esempio se si tratta di un profilo senior o figure in quel momento chiave per l’azienda, l’incontro di persona è di solito il prescelto (14%), talvolta è invece a discrezione diretta del manager valutare come incontrare la persona che lo affiancherà (10,3%).

L’ingresso massiccio del digitale nel percorso di ricerca e selezione richiede nuove competenze necessarie per svolgere al meglio il lavoro di recruiter: dallo sviluppo di maggiore empatia nel comprendere al meglio un potenziale candidato (49,6%) o comprenderne le gestualità (17,8%), alle competenze tecnologiche (16,8%) in modo da essere efficienti e veloci nelle pratiche del percorso di ricerca e selezione, ma anche  sviluppare una buona dialettica (16%) volta a porre domande mirate per scegliere in poche mosse il candidato perfetto indipendentemente dal luogo di incontro fisico e/o digitale.

Rispetto ai tempi di selezione, il 47,7% sostiene che i colloqui virtuali hanno velocizzato il processo di selezione, ma non ridotto i tempi totali di assunzione, mentre il 16% nota un processo più veloce dal colloquio virtuale alla scelta ed infine all’ingresso in azienda. Per contro, il 27% dei rispondenti non evidenzia nessuna modifica sostanziale nei tempi di selezionee un 9,4% rileva addirittura un allungamento in termini di tempi e step.

Un’altra tematica fondamentale è la qualità della risorsa assunta: il colloquio virtuale o più in generale il cambio modalità nella selezione la influenza? Per il 48% è ancora presto per poter dare un vero e proprio giudizio, mentre il 27% afferma che non sia la modalità ad incidere sulla qualità del candidato. Infine, percentuali più piccole ma più polarizzate di chi ha già un’opinione: se il 13% sostiene fermamente che la digitalizzazione della selezione non ha influito sulla qualità delle risorse effettivamente inserite, vi è un 12% che ha notato un aumento nelle nuove assunzioni poi rivelatesi non adatte al ruolo e/o che non superano il periodo di prova.

*Indagine InfoJobs su un campione rappresentativo di 144 aziende sul territorio nazionale, realizzata a gennaio 2021.

** Indagine InfoJobs su un campione rappresentativo di 188 aziende sul territorio nazionale, realizzata a settembre 2021.

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