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Sebbene il 57% delle imprese ritenga la formazione continua un’opportunità per l’azienda e per il lavoratore, solo il 32.2% delle imprese riesce a pianificare gli interventi formativi con una strategia annuale e quando la effettua, lo fa prevalentemente con risorse proprie senza agevolazioni (86.4%): questo quanto emerge dall’indagine condotta da APAIE Napoli per FondItalia, Fondo Paritetico interprofessionale Nazionale per la Formazione Continua, su di un campione di 236 aziende, situate principalmente tra Napoli e Caserta, e appartenenti alle categorie di microimpresa (178), piccola impresa (54) e media impresa (4).

“Gli interventi di formazione continua – sottolinea Francesco Franco, Presidente di FondItalia (nella foto in alto, ndr) – sono ritenuti un’opportunità per entrambe le parti in causa nel mondo del lavoro (lavoratori e impresa), ma sono ancora in minoranza le imprese in grado di stabilire preliminarmente, anno per anno, un piano di formazione per il proprio personale. Manca la fiducia sulle possibilità di finanziamento della formazione continua, sfiducia da imputare certamente alla carenza di informazioni in merito, alla farraginosità delle procedure per l’accesso alle risorse e alla scarsa sincronizzazione fra domanda e offerta”.

Dall’indagine inoltre emerge che il 95% delle imprese conferma di svolgere periodicamente percorsi formativi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro come previsto dalla normativa vigente, per l’erogazione di interventi formativi per i propri dipendenti e collaboratori l’88% delle imprese ha richiesto il supporto di agenzie formative presenti sul proprio territorio e solo il 37% ha provveduto direttamente.

“Le Micro e piccole aziende hanno difficoltà a progettare e realizzare le attività formative mediante le proprie risorse – continua Franco – Nella maggior parte dei casi, si rivolgono dunque ad agenzie esterne, le quali, in assenza di specifiche richieste formative, tendono ad offrire proposte standard, molto spesso finalizzate a soddisfare i soli obblighi di legge. In questi casi ci troviamo spesso in presenza di un’offerta che non analizza le reali esigenze delle aziende, svilendo così il ruolo stesso della formazione, senza cogliere nell’opportunità di finanziamento l’occasione per personalizzare al meglio l’intervento formativo in modo da garantire un reale vantaggio competitivo per le professionalità e per l’impresa.”

Fronte digitale, l’interesse delle micro e piccole imprese resta del tutto freddo: il 67% non ha intenzione di avvalersi di processi formativi finalizzati alla diffusione del digitale nel proprio contesto produttivo con il rischio di emarginazione dal processo di sviluppo in essere.

Infine, riguardo alla ipotesi di una collaborazione fra Fondo interprofessionale e Regione Campania, le imprese ritengono che tale collaborazione debba essere indirizzata a una maggiore assistenza per la realizzazione dei percorsi formativi a beneficio delle aziende (47%), non sottovalutando la necessità di una maggiore rispondenza fra domanda e offerta di formazione (27%) e la maggiore celerità nello svolgimento delle pratiche per garantire una immediata efficacia degli interventi (26%).

“Dall’indagine – conclude Franco – si evidenzia una sorta di disaffezione da parte degli imprenditori campani ad inserirsi nei canali di finanziamento regionali. Tuttavia, mostrano interesse rispetto a un possibile beneficio derivante da una collaborazione tra FondItalia e Regione Campania, collaborazione che potrebbe costituire un significativo stimolo alla evoluzione della formazione continua sul territorio regionale. Il nostro auspicio è quello di poter instaurare con la Regione Campania una fattiva e proficua collaborazione sia sotto il profilo finanziario sia sotto quello organizzativo.”

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