Il Piano Impresa 4.0 ha premiato maggiormente le medie e grandi imprese rispetto alle imprese di minore dimensione: l’iper ammortamento su beni materiali ha agevolato per il 64% imprese di medie e grandi dimensioni, il credito d’imposta R&S ha agevolato per il 63% imprese di medie e grandi dimensioni.

Inoltre, dopo un 2017 record negli ordinativi interni di macchine utensili (+46% rispetto al 2015), si è registrato a partire dal 2018 un progressivo calo degli ordini che si è andato ad accentuare nei primi nove mesi del 2019 (-25,7% rispetto al 2015).

È partendo da questi dati che è nata la nuova proposta del MISE che punta a razionalizzare e semplificare gli strumenti agevolativi previsti per le imprese che investono, premiando la sostenibilità ambientale e con l’obiettivo di migliorare lo schema della Legge di Bilancio 2020 (con la quale il Governo ha stanziato complessivamente risorse pari a circa 7 miliardi di euro per la proroga al 2020 delle misure fiscali del Piano e l’introduzione per gli anni 2020-2022 del credito d’imposta sull’economia circolare).

Il nuovo assetto del Piano Impresa 4.0, denominato Transizione 4.0 – presentato lo scorso 13 novembre alle associazioni rappresentanti il tessuto imprenditoriale italiano – si pone i seguenti obiettivi:

  • sostituire alla proroga annuale degli incentivi 4.0 in Legge di Bilancio una programmazione almeno triennale, che consentirebbe alle imprese una pianificazione gli investimenti di medio termine;
  • ampliare la platea delle imprese potenzialmente beneficiarie, incrementandola potenzialmente del 40% con aumento sensibile del numero di Pmi;
  • rafforzare gli incentivi in tema di competenze, economia circolare, software e sistemi I.T.;
  • ridurre le incertezze applicative semplificando la normativa.

L’obiettivo di incremento della platea di imprese destinatarie degli incentivi 4.0 sarà perseguito attraverso le seguenti modalità:

  • razionalizzazione e semplificazione dell’utilizzo degli strumenti da parte delle imprese mediante conversione dell’iper e del super ammortamento in un credito d’imposta a intensità crescente;
  • anticipazione del momento di fruizione del beneficio dal 1° gennaio dell’anno successivo all’investimento, con ricorso al meccanismo del credito d’imposta;
  • estensione del credito d’imposta R&S agli investimenti in innovazione e design, capisaldi del Made in Italy;
  • ampliamento dell’ambito applicativo oggettivo dell’iper ammortamento su beni immateriali dell’allegato B alla L. 232/2016 (c.d. Legge di Bilancio 2017), eliminando il vincolo di subordinazione all’investimento in un bene materiale rientrante nell’allegato A alla L. 232/2016.

Riforma anche per la formazione 4.0

Con il nuovo Piano Transizione 4.0 il Governo punta anche a incentivare di più rispetto agli anni precedenti gli investimenti in formazione 4.0, puntando a intercettare i bisogno delle piccole e medie imprese, quelle che, in assenza di investimenti e formazione, maggiormente rischiano di uscire sconfitte dalla sfida della quarta rivoluzione industriale.

Nell’ottica della razionalizzazione e semplificazione dell’utilizzo degli strumenti da parte delle imprese, la proposta per il bonus formazione 4.0 è quella di eliminare il vincolo dell’accordo sindacale.

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