Che cosa hanno in comune la protezione dei dati e il perfetto vodka martini?

Molto: sono entrambi elementi di conforto nel momento in cui le cose vanno male e, soprattutto, sono ambedue composti da più ingredienti che devono essere di qualità per ottenere il risultato migliore, non importa quanto estro si abbia nel servire il cocktail, senza prodotti di prima scelta e la giusta tecnica, si sta essenzialmente servendo qualche centilitro di vodka e vermouth.

Lo stesso vale per il data management. Le soluzioni disponibili sono molteplici e le imprese le aggiungono al proprio mix sperando che operino in maniera adeguata, ma senza una strategia e strumenti complementari queste soluzioni per la protezione dei dati si rivelano inefficaci proprio quando ce n’è più bisogno.

Come alcune persone dopo una lunga settimana lavorativa si accontentano di un qualsiasi cocktail, preparato con ingredienti di prima qualità o no. Allo stesso modo, alcuni CIO si accontentano di una miscela indigesta di soluzioni per far fronte a esigenze di business e IT cresciute a dismisura. Oggi, un CIO deve stare al passo con una serie sempre più complessa di sfide aziendali, tra cui:

  • Gestire i dati situati in diverse location cloud e on-premise utilizzando applicazioni legacy
  • Ottenere una visibilità totale su tutti i dati aziendali, indipendentemente da dove si trovino, al fine di garantirne la conformità con un’ampia gamma di normative
  • Proteggere ogni possibile data entry point e assicurare che non ci siano gruppi di dati al di fuori degli attuali protocolli di sicurezza
  • Catturare tutti i dati nella loro routine di backup
  • Ottenere la portabilità dei dati in modo che vengano analizzati e siano resi operativi piuttosto che isolati in silos

Negli ultimi quattro anni, il numero di applicazioni usate dalle organizzazioni in tutto il mondo è aumentato del 68%. Inoltre, si stima che il 10% delle aziende oggi ne utilizzi più di 200.

Tutti questi nuovi servizi e applicazioni cloud generano elevati volumi di dati, volumi che – entro il 2025 – si stima raggiungeranno i 175 zettabyte. È evidente che le imprese hanno bisogno sin da subito di un modo più intelligente e scalabile per gestirli. Da dove iniziare? Compliance? Governance? Creare una strategia unificata per il big data management può sembrare un compito colossale che incombe sulle esigenze aziendali quotidiane, ma fortunatamente c’è un modo per aiutarvi a procedere in base alle priorità.

Figura 1: La data management hierarchy aiuta i CIO a dare priorità alle iniziative sui dati aziendali

Il primo passo è garantire che la vostra organizzazione sia in grado di eseguire il backup e il ripristino dei dati in modo affidabile. Le aziende generano grandi quantità di dati ogni giorno e, tra interazioni con i clienti, transazioni finanziarie, progetti di prodotti e altro ancora, ne hanno bisogno anche semplicemente per riuscire a essere operative.

Quando si è sicuri di proteggere i dati aziendali, si può procedere con lo sviluppo di una forza lavoro mobile, mettendo in sicurezza l’azienda, garantendo la conformità e implementando procedure di governance adeguate.

Per diventare affidabili ed efficaci, le imprese devono far evolvere i loro attuali approcci di backup e ripristino, andando oltre i metodi tradizionali come il “backup su nastro” che non possono più tenere il passo con l’odierna crescita esponenziale, è necessario adottare un sistema unificato che permetta di:

  • Gestire grandi insiemi di dati e assicurare la disponibilità SLA-driven in una logica di costo efficiente
  • Utilizzare API aperte per facilitare la memorizzazione e la gestione dei dati in ambienti multi-cloud
  • Accedere e visualizzare un quadro unificato dei dati generati da un ambiente IT distribuito
  • Organizzare e rendere operativi i dati aziendali in modo rapido e semplice con un’interfaccia user-friendly e applicazioni appositamente costruite
  • Semplificare i processi di governance, auditing, ricerca e compliance
  • Garantire la sicurezza e la resilienza della gestione dei dati

 

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Cybercrime e sicurezza delle informazioni: la tutela del patrimonio aziendale nel terzo millennio

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