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Parlare di impresa familiare non è cosa che faccio a cuor leggero, ma con tutta l’attenzione ed il rispetto che il tema richiede per la sua rilevanza non solo nell’economia globale, ma nella maggior parte delle nostre vite. Il modello familiare è fenomeno planetario la cui rilevanza è garantita da tre numeri, che non lasciano adito a dubbi:

  • il 70% delle imprese di tutto il mondo è familiare;
  • l’80% del PIL globale deriva da imprese familiari;
  • il 65% della forza lavoro mondiale è impiegata da imprese familiari.

Perfino gli Stati Uniti – solitamente associati al capitalismo delle grandi corporates – hanno un PIL rappresentato per due terzi dal family business e la più grande azienda statunitense[1], WalMart (famiglia Walton) ha le caratteristiche dell’impresa familiare.

Longevità e dimensione miliardaria sono caratteristiche eccezionali[2] dell’impresa familiare – proprio per quelle tensioni caratteristiche proprie – ma non per questo irrilevanti ai fini dell’indagine sulle incredibili formule che le hanno prodotte. Dei circa 60 trilioni di dollari prodotti nel 2017 dal family business planetario, le prime 750 imprese familiari – definite a controllo familiare con più del 50% dei diritti di voto se private e più del 32% se quotate – hanno generato 9 trilioni di dollari, occupando circa 30 milioni di persone. Anche se l’America guida la classifica, è evidente lo spostamento crescente dell’asse economico verso l’Asia, che occupa la Top750 con quasi 100 imprese (ovvero poco meno delle imprese della Germania, considerata la culla della più avanzata cultura imprenditoriale familiare).

Ribadendo che ci troviamo in una sfera di eccezionalità, non tutti sanno che le due imprese familiari più longeve al mondo sono gli hotels giapponesi Nishiyama Onsen Keiunkan (fondato nel 705 d.C. e riconosciuto dal Guinness World Records) ed il Hōshi Ryokan, fondato nel 718 d.C. ed oggi alla 46esima generazione. Bisogna attendere il 1000 d.C. perché una famiglia italiana segni la storia con la fondazione di quella che ancora oggi è la “Pontificia fonderia di campane Marinelli” in mano alla famiglia Marinelli di Agnone, in provincia di Isernia. Nel 1141 tocca alla famiglia Ricasoli fondare la seconda più longeva azienda vitivinicola del mondo, conosciuta con l’etichetta “Barone Ricasoli” e sita nella zona del Castello di Brolio nel Chianti. Nel XIV° secolo nasceranno anche le cantine Frescobaldi e Antinori, tuttora in attività. Nel 1526, per chiudere questa breve rassegna, Bartolomeo Beretta fonda a Gardone Val Trompia la “Fabbrica d’Armi Pietro Beretta”, oggi alla quindicesima generazione.

[Brano estratto dal libro R-INNOVARE IL FAMILY BUSINESS. L’INTELLIGENZA NATURALE DELL’IMPRENDITORE COME DIFFERENZIALE COMPETITIVO, Edizioni Guerini]


1] Fonte http://fortune.com/fortune500/list/
2] Nel best seller del 1994 “Built to Last”, Jim Collins e Jerry I. Porrasche celebrano la longevità di impresa. Buona parte delle aziende analizzate sono imprese familiari che, a loro dire, hanno superato la prova del tempo “nonostante siano family businesses”.
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