Per i responsabili IT di oggi l’espansione informatica è una sfida quotidiana, considerata un elemento negativo. Ma cosa succederebbe se potessimo trasformarla in qualcosa di positivo, rendendola a prova di futuro, coprendo ogni aspetto degli ambienti IT?

Facciamo un passo indietro. L’espansione dell’IT, il cosiddetto ‘IT sprawl’, riguarda piattaforme disparate e dati in silo. È un incubo gestionale e controllarla in modo efficace significa integrare le piattaforme e/o la gestione dei dati per rendere tutto più semplice, indipendentemente dall’ambito in cui l’azienda ha bisogno di crescere. Edge, core e cloud possono fornire e gestire nuove soluzioni, proteggere e ripristinare i dati e bloccare l’espansione che rende la gestione dei dati così complessa.

Quindi, qual è il piano?

I dati stanno aumentando rapidamente in ogni direzione. Un piano solido non consiste nel bloccarne l’espansione, ma nel considerare la velocità dell’innovazione come un vantaggio di business e non una sfida problematica.

Le aziende hanno bisogno di piattaforme aperte e punteranno su una o due soluzioni cloud e operative, che potranno essere on-premise, SaaS o ibride. Riducendo la complessità dell’ambiente IT, si incrementa la flessibilità di business realizzando un’efficace integrazione (API) tra diverse piattaforme. Questo consente una gestione del dato semplificata, efficace e intelligente, rendendo i dati una risorsa, non un problema. I clienti hanno bisogno di un unico punto di riferimento per la scalabilità del business, che sia verso l’alto, il basso o in cloud.

Finché questa capacità (API) permette ai clienti di collegare facilmente le piattaforme e il luogo in cui risiedono, la loro numerosità diventerà meno rilevante perché la struttura sarà assolutamente personalizzabile.

Approccio opposto è l’impiego di uno strumento specifico e i container sono un grande esempio di controllo dell’espansione. Le strategie in atto sul mercato sono molte e diverse tra loro. In diverse acquisizioni negli ultimi 18 mesi, da una prospettiva di storage, backup o di orchestrazione cloud globale, tutte le soluzioni adottate erano specifiche per Kubernetes, ovvero tecnologie diverse non integrate che hanno alimentato, e persino peggiorato, l’espansione del cloud, causando ulteriore frammentazione ed esponendo le aziende al rischio ulteriore.

È fondamentale supportare le aziende nel loro processo di espansione aiutandole a gestire questo processo con una piattaforma integrata, fornendo interoperabilità con qualsiasi piattaforma scelta, giungendo all’obiettivo finale di un consolidamento intelligente, non guidato dal vendor, ma dalla strategia, in cui il fornitore più adeguato supporterà la strategia aziendale senza inserirsi nel guazzabuglio multi-vendor, realtà comune in tutte le organizzazioni.

In conclusione, bisogna tornare a utilizzare l’espansione a proprio vantaggio: sbarazzarsi dei diversi strumenti utilizzati per cloud, cloud nativo e backup e iniziare a gestire i dati in modo intelligente con tecnologia e strategia che offrono la possibilità di utilizzarli in base ai risultati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: