Dopo la scrittura e la pittura, è arrivata la musica. Per il terzo e ultimo degli Aperitivi della bellezza, le videoconferenze serali organizzate da W.Training, a incantarci con i suoni è stato il Maestro Stefano Tincani (nella foto a fianco), musicista professionista diplomato in Trombone presso il Conservatorio di Mantova, docente di trombone presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali “Vecchi – Tonelli” di Modena e Carpi, direttore dell’orchestra di fiati della Città di Reggio Emilia “Filarmonica Città del Tricolore” e della relativa Scuola di Musica.

L’inizio è stato folgorante, con le suggestive note di Nelle steppe dell’Asia centrale, un poema sinfonico di Aleksandr Porfir’evič Borodin, composto nel 1880.

Su suggerimento di Tincani, abbiamo ascoltato la sinfonia a occhi chiusi, lasciando che la musica dipingesse nelle nostre menti la scena dell’attraversamento della steppa sconfinata da parte di una carovana di indigeni, scortata dall’esercito russo. Non a caso ho usato il verbo “dipingere”, visto che la composizione di Borodin avrebbe dovuto accompagnare uno dei “quadri viventi” pensati, ma poi non realizzati per i festeggiamenti dei 25 anni di regno dello Zar Alessandro II.

Il viaggio nella musica, con la sapiente guida di Tincani, è continuato tra un profluvio di note (suonate dallo stesso Maestro in diretta streaming e tratte anche dal suo ultimo disco “Picture of us”) e osservazioni profonde. Una su tutte: l’inafferrabilità della musica, la difficoltà di ridurre la liricità del linguaggio musicale a fredda concettualità. Non a caso, ha ricordato Tincani, l’arte musicale, così capace di suscitare sentimenti e di penetrare nell’animo umano, aveva subìto la “condanna” di Platone che in essa vedeva l’incarnazione dell’irrazionale, del passionale.

Se il periodo di lockdown ha dato a Tincani – uomo che vive costantemente immerso nei suoni – la possibilità di riscoprire quanto sia prezioso il silenzio, è anche vero che il “distanziamento sociale” imposto dall’emergenza sanitaria sta colpendo duro il mondo della musica. L’impossibilità di esibirsi dal vivo fa soffrire il musicista che spera di poter tornare presto sul palco.

Il suo augurio è che nel mondo post-Covid si re-impari a gustare e a prestare la giusta attenzione alla musica, soprattutto alla musica dal vivo, dimenticando il modo frettoloso e approssimativo con il quale oggi spesso ascoltiamo le note.

Se la musica è un viaggio interiore che muove gli affetti e cambia in profondità l’animo umano, infatti, Tincani ci ha ricordato che le note vanno ascoltate nel modo giusto. La diffusione delle piattaforme di streaming, invece, ha “popolarizzato” la fruizione musicale, con uno scadimento inaccettabile della qualità sonora.

Con le note struggenti dell’euphonium di Tincani, che ci ha salutato eseguendo l’Ave Maria dell’Otello di Giuseppe Verdi, si è concluso il percorso degli Aperitivi della bellezza, un “dono” inaspettato in questo periodo difficile che a tutti noi di W.Training ha fatto capire quanto sia vero ciò che ha scritto J.W. Goethe: «Un uomo dovrebbe ascoltare musica, leggere un po’ di poesia, e vedere la bellezza ogni giorno nella propria vita, in modo che le preoccupazioni mondane non oscurino il senso del bello che Dio ha piantato nell’anima umana».

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