Le Corbusier – Notre Dame du Haut

«L’arte ti offre la possibilità di conoscere le parti più sottili dell’essere umano, quelle che vanno oltre il corpo fisico; è una grande opportunità per conoscere l’anima, i sogni, i sentimenti, le paure, la tua natura e quella del genere umano».

È quello che – durante il secondo degli Aperitivi della bellezza riservati alle persone di W.Training – ci ha aiutato a capire Enrico Magnani (nella foto a fianco), artista italiano conosciuto in tutto il mondo per i suoi lavori che integrano arte, scienza e spiritualità.

Magnani, con parole e immagini ben scelte e stimolanti, è stato il protagonista del secondo di un ciclo di tre incontri ideato per sensibilizzarci a coltivare, cogliere e accogliere la bellezza.

E la bellezza ha fatto irruzione nelle nostre case, superando la fredda intermediazione di una videocamera (eravamo tutti in videoconferenza, of course), mentre il pittore reggiano ci mostrava disegni e pitture e ci spiegava quanto l’arte sia una forma di “nutrimento” da riscoprire, la via migliore per la conoscenza di se stessi, delle aspirazioni più intime e profonde, che ci libera da mode e stereotipi e ci permette di prendere contatto con le nostre emozioni più vere.

Quando si rompe l’armonia

Se l’arte ci aiuta a prendere consapevolezza di noi stessi, ci permette anche di comprendere e di affrontare con maggior forza la realtà che ci circonda (non a caso la resilienza e il problem-solving sono processi e abilità alimentati dalla forza creativa).

È una riflessione che Magnani ha suscitato in me citando il proverbio Zen: «La vera bellezza è una deliberata, parziale rottura della simmetria».

Se i fisici hanno creduto per lungo tempo nell’assoluta simmetria della Natura, salvo poi accorgersi che in qualche misura questa simmetria viene violata, gli artisti hanno capito per primi che da una rottura della simmetria può nascere un capolavoro di bellezza.

Il viso della Gioconda, se non il più bello sicuramente il più celebre mai realizzato da un artista, è di Leonardo, maestro delle proporzioni, che, però, lo volle asimmetrico.

La vera arte rifugge l’eccesso di simmetria che può anche rivelarsi stucchevole a lungo andare perché «il ritmo ordinato della simmetria perfetta è pacificatore e rassicura, ma rischia di essere piatto; non emoziona perché non produce sorpresa; l’elemento di rottura inquieta ma insieme incuriosisce, ci spinge a uscire dalle certezze e a cercare di capire dove ci sta portando questa incrinatura dell’equilibrio» (Guido Tonelli, Genesi. Il grande racconto delle origini, Feltrinelli, 2019).

Mentre l’equilibrio del mondo viene distrutto dall’emergenza del Covid-19 e le nostre simmetriche esistenze sono sconvolte, mi rassicura pensare che da questo elemento di rottura possa nascere una nuova creatività, magari recuperando quella “essenzialità” della quale ho scritto nell’articolo sul primo degli Aperitivi della bellezza Dalla privazione nasce la creatività.

Forse è infantile rifugiarsi nella speranza che quello che sta capitando non sia solo uno scherzo della natura che si prende gioco di noi, dandoci l’illusione di un’armonia che poi si diverte a infrangere, ma un’occasione per riscoprire noi stessi e la bellezza del mondo che ci circonda.

D’altronde «tutti i bambini sono degli artisti nati; il difficile sta nel fatto di restarlo da grandi» (Pablo Picasso).

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